La Nuova del Sud – 20 agosto

31 agosto 2008

OSPITI ECCELLENTI A RIONERO

Di Armando Lostaglio

Rionero in Vulture. Lo incontriamo nella piazza Giustino Fortunato, all’ombra della cassa armonica. Ha in mano un “cannetto”, così chiamato in gergo quella canna lavorata con la quale si beve il vino dalla bottiglia o dal fiasco: un gusto arcaico di gustare in particolare l’aglianico. E’ uno dei tanti emigrati che, almeno per le feste patronali, fanno rientro nella cittadina natia: Roberto Placido, attualmente vice presidente del Consiglio regionale del Piemonte, è figura di spicco nel panorama nazionale del Pd e prima ancora nel mondo politico e culturale del capoluogo piemontese. E’ un ritorno gradito, almeno una volta all’anno, per “rigenerarsi – ci dice – all’ombra del Vulture, fra gli amici d’infanzia che non ho mai dimenticato. Una settimana qui mi è utile per ritrovarmi fra gli affetti di una cittadina che porto sempre nel cuore”. Lo confida in maniera davvero sentita e per certi versi commossa, Roberto Placido, la cui biografia politica parte da lontano, facendosi spazio in una realtà sociale e politica fra le più difficili e controverse qual è quella piemontese e torinese in particolare.
“Sono nato a Rionero nel novembre 1956. Finite le scuole elementari, 41 anni fa, – ci confida – sono andato a Torino con la mia famiglia. Tuttavia, non ho mai perso il contatto con le mie origini, ogni anno torno a Rionero per qualche giorno, in occasione della festa della Madonna del Carmelo. Sono questi i momenti per incontrare nuovamente i parenti e gli amici di infanzia, scambiare con loro i racconti di quanto successo nei mesi di distanza.”
La incontriamo spesso in piazza, in quel quadrato “peripatetico”, cuore pulsante della città; un piacere indelebile.
“ Sì, è vero, immancabili sono i quattro passi nella piazza Giustino Fortunato, luogo di incontro per tutto il paese, e il mangiare al ristorante la Pergola dove poter gustare tutti i prodotti tipici e le specialità lucane.”
Ma non si ferma qui la sua permanenza rionerese.
“Non dimentico le bellezze naturali e storiche per le quali il Vulture è conosciuto a livello internazionale, a partire dalle sorgenti d’acqua, passando per il severo vulcano di età preistorica che rappresenta una delle mie attrattive turistiche, con i suoi paesaggi e quei paesini arroccati come presepi, la montagna e la bellezza del paesaggio misto di foreste selvagge, laghi e rocche, fino ad arrivare alle bellezze artistiche lasciate dalla dominazione sveva.
Nella tranquillità del Vulture torno in armonia con il corpo e con la mente, una pausa necessaria dopo gli impegni spesso stressanti dovuti al mio lavoro”.
Di certo è intenso il suo rapporto quotidiano con la politica in Piemonte, in continua evoluzione, con i problemi di una regione e di una città particolarmente difficile, ma comunque in grande evidenza, come nelle Olimpiadi di due anni fa, cui Lei ha dato un contributo istituzionale di elevata professionalità.
“Il mio incarico istituzionale come Vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte richiede una notevole disponibilità in termini di tempo e di energie mentali, come è facilmente immaginabile. Spesso le giornate trascorrono senza un attimo di pausa per il susseguirsi degli impegni fino a tarda sera, incontri istituzionali, riunioni per regolare il funzionamento del Consiglio regionale, sedute di aula ogni martedì.
A questo va aggiunto un ruolo politico di primo piano nella vita del Partito Democratico piemontese, una passione – quella politica – che coltivo fin da ragazzino, dai tempi dei movimenti studenteschi.”

Quattro passi nella piazza di Rionero, i quattro amici ad attenderlo, e poi ancora pochi giorni e si ritorna nel clima torinese. Gli auguriamo un buon ritorno e un buon lavoro, nel continuo e mai spezzato rapporto con la città e la regione di origine.

Discussioni estive

5 agosto 2008

In questi giorni i quotidiani locali si sono occupati di alcuni temi “estivi” che hanno visto gli interventi miei e di altri amici e compagni.

Prosegue la discussione sulle città metropolitane. Anche la presidente Bresso ha espresso alcune critiche sul progetto portato avanti dal sindaco Chiamparino. E’ evidente che la provincia di Torino presenta delle caratteristiche che giustificano una riflessione ulteriore. Personalmente, poi, non mi convince l’idea di un ente di secondo livello, il cui consiglio dovrebbe essere composto da “delegati” degli altri comuni che aderiscono all’area metropolitana. Rimango sempre e comunque convinto della bontà delle elezioni dirette. A quanto pare il sindaco non ha preso bene le critiche sulla sua proposta e ha deciso di disertare la festa provinciale del Pd.

Nei giorni scorsi Michele Vietti, capogruppo Udc alla Camera dei Deputati, ha lanciato la proposta di un’alleanza con il Pd. Personalmente non ho nulla in contrario ma, come ho dichiarato su La Repubblica, le condizioni che pone Vietti fanno parte di un modo vecchio di fare politica. Sono d’accordo a discutere di un’allenza in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, ma non è pensabile che tutto venga deciso in stanze chiuse, da poche persone. I candidati si scelgono con le primarie. L’alleanza che finora ha governato a tutti i livelli a Torino e in Regione ha dimostrato di saper fare bene. Il congresso di Rifondazione Comunista richiama a una forte riflessione sul rapporto tra Pd e la sinistra radicale (vorrei smettere di usare questa espressione). Sono per tenere una “porta aperta” a sinistra, non è pensabile disperdere o rendere marginale un patrimonio di valori e di idee politiche in cui si riconoscono milioni di cittadini. Su questo ha detto molto bene anche l’amico Stefano Esposito.

Infine un tema nazionale. Il Partito Democratico non ha preso parte al voto in aula sul caso Eluana Englaro, la ragazza in stato vegetativo da più di 16 anni a cui il padre ha chiesto che venga sospesa l’alimentazione artificiale. Affido il mio pensiero a Miriam Mafai: “il Partito Democratico ha preferito non prendere parte alla votazione. Non mi convince la spiegazione che ne è stata fornita in aula. Sappiamo tutti che convivono nel Pd sentimenti e parlamentari laici e cattolici. Sappiamo tutti che una mediazione tra queste diverse culture richiede attenzione, intelligenza e prudenza. Ma ci sono casi e momenti in cui la prudenza rischia di apparire indifferenza o pavidità. Attorno al caso di Eluana Englaro, alla sua tragedia e a quella del padre, attorno a un caso drammatico che investe la coscienza di tutti noi, era lecito attendersi una posizione limpida ed equilibrata dei deputati del Partito Democratico. Non c’è stata. È una brutta giornata, questa, per chi crede nel Partito Democratico e nella laicità del nostro Stato”.

Facebook

8 luglio 2008

Da oggi sono anche su Facebook.
Cercatemi, provo a rispondervi

Videomarta

1 giugno 2008

Alcuni mesi fa grazie ad alcuni amici sono venuto a conoscenza del progetto Videomarta.
Ho avuto anche il piacere di collaborare con gli ideatori, apprezzandone serietà e competenza.
Oggi hanno, a mio modo di vedere, il loro meritato successo.
Complimenti ragazzi!