Mentre Cota fa il paggetto veneto e regge il posacenere al suo “capo”, On. Umberto Bossi Ministro delle Riforme per il Federalismo, come testimoniato dalla foto pubblicata a La Stampa in data 9 novembre, oltre 6000 imprese piemontesi sono a rischio esondazione.
Di queste, 1000 sono a rischio gravissimo e Cota non si cura minimamente del pericolo oppure non ne è, colpevolmente, a conoscenza.
Invece di affrontare questi problemi concreti, preferisce andare a portare la solidarietà ai “fratelli veneti” colpiti dall’alluvione.
Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di disinteresse del Presidente della Giunta verso la sua Regione.
Non è mai in Consiglio per i lavori di aula, vede il Piemonte solo in cartolina e trascorre il suo tempo tra polente, pajate romane e comparsate televisive, spesso condite da caffè come l’ultima su Sky.
Se ha intenzione di fare il dirigente della Lega – o meglio, il vassallo di Bossi – a tempo pieno, si dimetta.
La scelta è legittima ma gli interessi del Piemonte vengono prima di tutto.
Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un’estesa fase di incentivazione e legalizzazione del gioco d’azzardo. Tutte queste forme di gioco sono ammesse nella maggior parte dei Paesi del mondo: l’indotto economico prodotto è colossale, con un sensibile impatto sociale, e costituisce a tutti gli effetti una fiorente industria (una della maggiori del pianeta per volume di denaro) soprattutto in Europa, Asia e Stati Uniti.
Anche in Italia il gioco d’azzardo e/o lo scommettere in generale (corse, lotterie, ecc.) rappresentano un’attività assai praticata; non di meno, tale diffusione ha inevitabilmente comportato un incremento di soggetti precipitati nel vortice delle patologie legate a tale pratica.
Infatti, quello che era stato inventato come un piacevole passatempo, ha purtroppo prodotto in alcune persone forme di dipendenza patologiche del tutto simili all’abuso di alcolici o sostanze stupefacenti.
Questa mattina ho presentato una proposta di legge al Parlamento che intende vietare l’installazione delle slot machine nei locali pubblici (bar, circoli, tabaccherie, etc.) perchè decine di migliaia di famiglie in Italia stanno andando incontro a gravissimi problemi sociali ed economici dovuti alla dipendenza da gioco.
La proposta è stata firmata da più di 30 consiglieri regionali di tutti i partiti. Un bel segnale.
Qui di seguito il testo della legge e alcuni dati davvero preoccupanti.
Nei giorni scorsi ho presentato un’interrogazione a risposta immediata (c.d. question time) in Consiglio regionale per sapere come la Giunta regionale intende affrontare la grave crisi di Omnia Service.
Qui di seguito il testo dell’interrogazione e la risposta dell’Assessore Claudia Porchietto
Ho presentato un’Interrogazione urgente per chiedere al Presidente Cota e all’Assessore Ferrero di rendere conto della deliberazione n° 6 con cui il Commissario dell’ASL TO2 Giacomo Manuguerra ha richiesto all’Avvocato Carlo Emanuele Gallo un parere legale circa il possesso da parte Direttore amministrativo Flavio Nalesso (nominato il 13 settembre dallo stesso Commissario Manuguerra) dei requisiti richiesti dalla legge.
E’ sconcertante che chi è stato incaricato di far risparmiare soldi all’ASL TO2 richieda non solo un parere legale per sapere se il suo Direttore amministrativo abbia o meno i requisiti per quell’incarico, ma lo richieda a posteriori quando logica vorrebbe che certe verifiche sarebbe più opportuno e utile farle nella fase antecedente l’atto di nomina. Invece, il Commissario si è posto il problema solo dopo il mio esposto alla Procura, alla Corte dei Conti e alla Commissione parlamentare sulla sanità.
In secondo luogo, mi chiedo perché gli uffici legali dell’ASL TO2 e della Regione non siano in grado di svolgere tale attività di verifica e si debba ricorrere alla consulenza di un noto professionista, peraltro già impegnato nella difesa della Regione nel procedimento davanti al Tar relativamente ai ricorsi elettorali.
Che la nomina del Direttore amministrativo Nalesso sia esclusivamente ‘politica’ pare evidente, ma ora risulta anche evidente il fatto che il Commissario Manuguerra non è in grado di svolgere i propri compiti fondamentali, a cominciare dalla scelta dei Direttori. Non possiamo non essere preoccupati per il fatto che metà dei cittadini torinesi sono amministrati da persone inadeguate o incapaci.