IL GIOCO D’AZZARDO NEGLI UFFICI POSTALI: VERGOGNA!

Grave ed immorale che nella sala principale delle Poste Centrali di Via Alfieri (a Torino), dove le persone, spesso anziane, attendono magari al caldo e per lungo tempo il proprio turno, campeggi in bella vista un totem giallo (impossibile da non vedere!), che invita a giocare al “Gratta e Vinci”. E, per analogia, devo supporre che lo stesso accada nei circa 14.000 uffici postali distribuiti nel territorio italiano. Una vera istigazione! Mentre le persone aspettano di poter pagare le bollette o di ritirare le pensioni, le Poste ti mettono gentilmente a disposizione il metodo per sperperare i tuoi risparmi: bel modo di ingannare l’attesa! Da tempo combatto, per evitare la dilagante diffusione delle pratiche del gioco nei luoghi pubblici. Per questo motivo ho presentato come primo firmatario, insieme a moltissimi colleghi di Centrosinistra e Centrodestra, e fatto approvare all’unanimità in Consiglio regionale una Legge Delega al Parlamento (competente in materia), per vietare l’installazione delle slot machine nei locali pubblici. Infatti, quello che era stato inventato come un piacevole passatempo, ha purtroppo prodotto in molte persone forme di dipendenza patologiche del tutto simili all’abuso di alcolici o sostanze stupefacenti, con enormi conseguenze dal punto di vista sociale ed economico.

Un flagello che oggi colpisce migliaia di famiglie, soprattutto tra le fasce deboli e tra i più giovani. Il Piemonte è una delle regioni con la più alta percentuale di soggetti a rischio di dipendenza patologica, stimato in circa 80mila soggetti. A livello nazionale il problema riguarda da 800mila a 1,5 milioni di persone: dall’1 al 3% della popolazione. Mi chiedo se non serva una particolare licenza comunale, per consentire a Poste Italiane la sistemazione di “Gratta e Vinci” nei propri uffici; interverrò sulla Città di Torino e sul Sindaco Fassino, perché insieme si cerchi di porre un freno alla situazione. Mi stupisco, a fronte dei numeri sulla dipendenza da gioco e dell’urgente necessità di una ferrea regolamentazione del sistema, che accadano ancora cose simili. Andrò a fondo sull’argomento, perché è inammissibile che lo Stato ed aziende comunque ad esso collegate giochino così sulla pelle e sulle debolezze delle persone!