DUE MIE INTERROGAZIONI SULLA VICENDA GEC DIMOSTRANO CHE QUALCOSA NON TORNAVA. ORA SE NE STA OCCUPANDO LA MAGISTRATURA.

Il consigliere regionale PD Roberto Placido aveva presentato due interrogazioni, una nel dicembre 2011, l’altra nel giugno 2012, sulla vicenda GEC.

Nella prima interrogazione Placido sottolineava come “il conferimento di mandato al CSI per l’individuazione del concessionario della riscossione” fosse “una pratica del tutto inusuale e non giustificata dalla normativa vigente, che vuole invece che sia il titolare della funzione a bandire la gara per l’affidamento sulla base di risoluzioni proprie”.

Placido rimarcava il fatto che l’affidamento non era avvenuto sulla base di una pubblica gara e che la gara effettuata dal CSI era stata impugnata davanti al TAR, che aveva accolto le istanze delle imprese ricorrenti. Per questo, secondo Roberto Placido, era necessario che la Giunta regionale svolgesse direttamente la gara per l’affidamento del servizio.

Nella seconda interrogazione il consigliere regionale PD chiedeva quali erano i “motivi che hanno indotto la Giunta regionale a rivedere le modalità della riscossione del bollo auto in Piemonte, e quali siano gli atti di affidamento del vecchio e del nuovo servizio”.

“A nessuna delle due interrogazioni ho ricevuto risposta”, commenta ora Roberto Placido, “anche se le domande erano dettagliate e sicuramente meritavano una attenzione diversa da parte della Giunta regionale. Gli sviluppi giudiziari della vicenda dimostrano che le mie richieste non erano questioni di lana caprina, ma che avevo puntato l’attenzione su aspetti poco chiari di una vicenda culminata ora in arresti e in ipotesi d’accusa gravi come la corruzione e la concussione”.